Disagio abitativo, Bologna scommette sull’abitare collaborativo

Tre immobili abbandonati da riutilizzare per rispondere al bisogno di case: da domani (fino al 23 dicembre) sarà possibile partecipare a un bando pubblico che dà la possibilità di comprare 3 stabili di proprietà del Comune di Bologna da destinare all’abitare collaborativo, ovvero un cosiddetto “cohousing” che punta alla condivisione dei servizi quali cucine, lavanderie, spazi comuni tra i residenti degli alloggi. L’avviso pubblico, indetto in una delibera proposta ieri dall’assessora comunale alla Casa, Virginia Gieri, è aperto a tutti coloro che vogliano associarsi per la realizzazione del progetto, dalle Cooperative al libero cittadino. Dopo la raccolta delle manifestazioni d’interesse verrà emanato un ulteriore bando per l’assegnazione degli edifici situati in viale Lenin 14/2 e 14/3, in via San Donato 207 e in vicolo dei Prati 4. 

La delibera arriva dopo mesi di mobilitazioni delle studentesse e degli studenti di Bologna che, schierandosi contro il Comune e contro le piattaforme online come Airbnb, lamentano da tempo la mancanza di alloggi che possano soddisfare il numero sempre più crescente di fuorisede che ogni anno arrivano in città per studiare. La proposta sembra rientrare proprio nellrichieste inserite nel “Manifesto per il diritto all’abitare” presentato dal laboratorio “Pensare urbano”, fra le cui rivendicazioni si trova l’utilizzo del patrimonio pubblico abbandonato. 

I tre stabili, come ha sottolineato l’assessora Gieri, rientravano nel percorso “Autorecupero”, un progetto mai partito che consisteva nell’abbattimento di 20 alloggi alla cui ricostruzione poteva partecipare il futuro proprietario. Si auspica quindi che il Comune sia intenzionato a recuperare quel progetto per risanare anche le altre 17 abitazioni e a soddisfare le richieste dei manifestanti.  Il tutto verrà illustrato domani durante il convegno “Abitare Collaborare: Bologna-Barcellona. Un dialogo sul futuro, l’abitare, le città” al quale parteciperanno rappresentazioni del comune emiliano e di quello spagnolo. L’incontro rientra in un progetto partito nel 2018 in accordo col Comune di Barcellona per una collaborazione fra le due città su diversi temi, come le politiche per la casa. 

 

con la collaborazione di Nicola Ialaqua

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