Il Comune di Bologna li vuole fuori dall’edificio di via Fioravanti entro oggi, ma gli attivisti del centro sociale Xm24 hanno intenzione di resistere e hanno annunciato un corteo di protesta con ritrovo domani 29 giugno alle 16,00 in piazza XX Settembre. Se non sgomberano l’edificio oggi da soli, liberandolo di cose e persone, a farlo ci penserà la polizia. «Se ci vogliono fuori di qui, scenderemo per le strade insieme con le nostre lotte e con “L’Altra Città” che (r)esiste», hanno scritto gli attivisti sul loro sito internet. 

Lo stabile, secondo una ennesima richiesta del Comune, doveva essere già stato sgomberato lo scorso 24 maggio e una lettera dell’amministrazione del 31 maggio invita gli occupanti «nuovamente e in via definitiva a riconsegnare l’immobile nella piena disponibilità. In difetta riconsegna sarà emesso ordine di immediato sgombero». 

L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Virginio Merola avrebbe inserito locali in cui si trova ora l’Xm24 all’interno del protocollo d’intesa “1000 case per Bologna”. Ed è questo il motivo per cui gli attivisti dovrebbero lasciare entro oggi tutto l’edificio. Ma se per gli altri stabili del protocollo si parla della messa a disposizione di centinaia di alloggi di edilizia residenziale pubblica, quelli che si prevede di ricavare in via Fioravanti, 24 sarebbero 10 appartamenti in cohousing. 

«Da anni, dalla prima lettera del gennaio 2017, il centro sociale XM24 si è reso disponibile a delle interlocuzioni che partissero dal riconoscimento dell’esperienza e della storia delle autogestioni ma la chiusura è stata l’unica risposta», si legge nel volantino della manifestazione indetta per domani. L’invito di sgombero «è solo l’ennesima conferma di quanto la politica di questa amministrazione sua negli esiti indistinguibile da quella della Lega e delle destre», incalzano gli attivisti sul volantino. 

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