Quando la moda diventa sostenibile, al via “Rivestiti Festival”

Fare la rivoluzione cambiandosi i vestiti. È l’idea alla base di “Rivestiti”, l’ottava edizione del festival del Commercio Equo e dell’Economia Solidale “Terra Equa” che quest’anno si terrà domani e domenica al Palazzo Re Enzo a Bologna e si concentrerà sul tema dell’abbigliamento sostenibile. L’evento ha in programma sfilate, esposizioni, laboratori e spettacoli per promuovere una moda che sia prodotta nel rispetto dei lavoratori e dell’ambiente. «Qualunque modello di sostenibilità nel futuro passerà per il cambio dei nostri vestiti», ha detto il coordinatore di Terra Equa Giorgio Dal Fiume. 

L’iniziativa vuole proporre un’alternativa alla moda cosiddetta “fast fashion”, che porta i consumatori a comprare e buttare i vestiti senza fare attenzione alle condizioni che li hanno prodotti. «Quando pensiamo all’inquinamento, al cambiamento climatico e alla sostenibilità pensiamo innanzitutto al petrolio, ai combustibili fossili, ma non guardiamo i nostri vestiti. Oggi l’industria tessile è la seconda inquinante per emissioni. La produzione di abiti inquina più della somma dei gas emessi da tutti i trasporti aerei e marittimi del mondo. Il tema della sostenibilità è un’urgenza e una necessità», ha detto Dal Fiume. L’intento del festival è, quindi, invogliare i consumatori a scegliere dei capi d’abbigliamento prodotti nel rispetto dell’ambiente ma anche dei lavoratori.

Nel settore della moda veloce spesso i lavoratori non ricevono dei salari adeguati e lavorano in condizioni pericolose. A tal proposito Kalpona Akter, direttrice del “Bangladesh Center for Workers Solidarity” e attivista internazionale per i diritti sociali, ha spiegato che nel Paese asiatico, secondo al mondo per l’esportazione di vestiti, l’80 per cento dei lavoratori del settore sono donne e spesso non sono trattate nel migliore dei modi. «Abbiamo bisogno di lavoro, ma che sia dignitoso. Pensa prima di comprare. Rispetta i lavoratori e rispetta il pianeta», ha detto Akter. L’attivista ha, poi, sottolineato l’importanza del sostegno politico verso questi temi, con cui ha concordato anche Dal Fiume, in quanto «il cambiamento può avvenire solo contaminando la politica. Con il commercio equo e l’economia solidale un altro modello di sviluppo economico è possibile». A simboleggiare l’importanza del legame con la politica sarà il fatto che alle sfilate in programma prenderanno parte alcune consigliere comunali, fra cui Elena Foresti ed Emily Clancy.  

Al Palazzo Re Enzo saranno, inoltre, collocate delle campane per raccogliere i vestiti usati. Ad occuparsi dell’iniziativa sarà Reecooper, un progetto no profit che ha l’obiettivo di recuperare gli abiti usati per ridurre rifiuti, risparmiare energia e donargli nuova vita. Il festival, infatti, pone anche l’accento sullo spreco dei capi d’abbigliamento, evidenziando come spesso si buttino dei vestiti ancora utilizzabili.

All’evento saranno presenti 50 espositori di abbigliamento sostenibile provenienti da tutta Italia. Il progetto “Terra Equa” è nato come iniziativa regionale nel 2009 ma con gli anni «è diventato l’evento più grande e più bello dedicato alla moda etica ed equa in Italia. Bello perché commercio equo ed economia solidale hanno a che fare col piacere e con la bellezza, non col martirio e con l’esclusione delle cose belle dalla vita», ha detto Del Fiume.

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