Pronto il più grande trasformatore mai costruito in Emilia-Romagna, ora il problema è trasportarlo in Norvegia

A poco più di un anno dalla firma del contratto, l’azienda Elettromeccanica Tironi di Modena ha terminato il collaudo nel proprio stabilimento del più grande trasformatore mai costruito in Emilia- Romagna e tra i più grandi mai realizzati in Italia: un trasformatore da 300MVA e 420 (300)/138kV e circa 355 tonnellate di peso complessivo. Adesso la sfida per la società modenese è di riuscire a spedire il trasformatore in Norvegia. Il problema dei trasporti eccezionali ha assunto ormai proporzioni insostenibili per le realtà Italiane. 

«È stata, in effetti, una grande sfida, sia da un punto di vista tecnologico sia finanziario. Basti pensare che il valore di questa singola commessa è di 2,5 milioni di euro con una incidenza importante rispetto al valore della nostra produzione annuale che storicamente si attesta attorno ai 30 milioni. Inoltre, per riuscire a progettare, costruire e collaudare entro i termini previsti questa unità si sono resi necessari anche investimenti mirati, principalmente di adeguamento ed ammodernamento del reparto Montaggio Grandi Trasformatori, di circa 1 milione di euro», ha detto spiega Marco Tironi, amministratore delegato per la parte Acquisti di Elettromeccanica Tironi. 

Ora il trasformatore è pronto per essere spedito e per raggiungere quindi la destinazione finale, la Norvegia. Quella che dovrebbe essere una semplice attività di routine si sta trasformando, invece, nella sfida più grande dell’intero progetto visto che l’ottenimento dei permessi di transito per permettere a questo trasporto eccezionale di raggiungere il porto di imbarco sta causando tantissimi problemi e ritardi.

«Siamo, in pratica, nella assurda situazione dove viene demandato agli utilizzatori lo studio di tutto il tragitto con studi specifici per ogni ponte che dovrà essere attraversato dal convoglio.  In pratica, il proprietario delle strade, che ci deve rilasciare i permessi di transito, obbliga noi ed il nostro trasportatore a incaricare uno studio di ingegneria per effettuare le richieste, dettagliate, relazioni tecniche sullo stato delle strade e dei manufatti, relazioni che richiedono per ogni ponte sopralluoghi, verifiche ed addirittura in alcuni casi prove statiche di carico. Questo comporta ovviamente ritardi incredibili nell’ottenimento dei permessi ed extra costi non preventivabili ad inizio commessa. Ma soprattutto causa lo slittamento della consegna in sito che, oltre a procurare evidenti problemi al committente finale, ha ovviamente un forte impatto finanziario sulla nostra azienda, visto che sarà ritardato di conseguenza il pagamento della commessa e potrebbe portare anche all’applicazione di importanti penali per ritardata consegna», ha dichiarato Matteo Tironiamministratore delegato per la parte Vendite di Elettromeccanica Tironi. 

«Questa situazione non è ovviamente sostenibile – hanno concluso i fratelli Tironi – e auspichiamo quindi che vengano al più presto rilasciate tutte le necessarie autorizzazioni e che al tempo stesso venga considerato da parte del ministero dei Trasporti come ineluttabile priorità la necessità di creare un corridoio preferenziale per poter permettere il transito almeno verso i porti più vicini di Marghera Ravenna in modo da poter garantire le consegne, sia in Italia che all’estero. Per una società come la nostra che esporta circa l’85% non è accettabile né sostenibile che all’estero passi l’idea che le aziende italiane devono essere escluse dal mercato dei grandi trasformatori per mancanza di infrastrutture adeguate».  

 

Fonte: Confindustria Emilia

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