La seconda vita delle bucce, da scarti alimentari a coloranti naturali ed ecologici

Fondi di caffè, mosto di Aglianico, bacche di sambuco, mallo delle mandorle, bucce di cipolle: sono alcune delle materie prime utilizzate per la produzione dei coloranti 100 per cento naturali della startup lucana Pigmento. Il progetto nasce a Melfi da Miriam Mastromartino quando, in seguito a una reazione allergica causata da un colorante sintetico contenuto nei trucchi per il viso, decide di coinvolgere i fratelli Vincenzo e Selena e iniziare a produrre coloranti naturali derivanti dagli scarti agricoli e alimentari, come si faceva un tempo. Un ritorno al passato, che fa della sostenibilità ambientale ed economica il suo principio cardine e dell’innovazione tecnologica e professionale il valore aggiunto.

Molteplici sono i benefici delle colorazioni di Pigmento: sono anallergiche, atossiche, prive di sofisticazioni, additivi o contaminazioni chimiche, quindi completamente ecologiche. L’idea fondante è quella di regalare una seconda vita agli scarti alimentari, attivando un meccanismo virtuoso di economia circolare e di produzione a scarto zero. Le aziende agricole del territorio, infatti, conferiscono i loro scarti a Pigmento, che paga loro solo i costi di trasporto per la consegna e poi li trasforma in risorsa. Dallo scarto delle cipolle si ottengono così sfumature che vanno dal giallo all’arancio, dai fondi di caffè beige e marrone, dalla vinaccia il viola e dalle foglie di spinaci il verde.

I coloranti Pigmento sono prodotti in polvere o in forma liquida e possono essere destinati all’utilizzo nei più svariati settori commerciali: dal tessile alla bioedilizia, dal campo alimentare a quello cosmetico e ancora alla pittura, e vanno a sostituire i coloranti chimici ricavati spesso da sottoprodotti del petrolio, nocivi per la salute, l’ambiente e, soprattutto, non biodegradabili. «Abbiamo costruito, ideato e prodotto un sogno che sembrava irrealizzabile, per questo motivo abbiamo deciso di realizzare a piccoli passi il progetto in grande, per poter garantire un futuro sostenibile, equo e solidale», dice Miriam Mastromartino riassumendo la sua idea, che, nel 2017, le è valsa anche il premio “Start To Be Circular”, il bando volto a promuovere la crescita sostenibile attraverso la valorizzazione di iniziative imprenditoriali innovative.

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